I 9 Errori da non fare nella Comunicazione Non Verbale

Ecco un elenco  di accorgimenti per rendere la propria comunicazione  incisiva , efficace e convincente :

1. Tenere il contatto oculare troppo a lungo o troppo poco.

Mantenere un buon contatto oculare è indice di rispetto e interesse in ciò che gli altri dicono. Tenere il contatto oculare per troppo tempo può far sentire le altre persone a disagio, al punto che potrebbero cominciare a chiedersi “avrò qualcosa  tra i denti o una gocciolina che pende dal naso?”.

Al contrario, guardare poco negli occhi l’interlocutore può farti apparire poco interessato alla persona o a quello che sta dicendo. In genere chi tende ad evitare il contatto oculare può essere percepito come poco sincero o insicuro.

Inoltre, un cambiamento fisiologico che puoi notare quando il tuo interlocutore è interessato è che le sue pupille subiranno una dilatazione.

2. Irrigidire le spalle.

La postura ideale per una buona comunicazione è rilassata. Quando ti senti teso è più facile irrigidire le spalle e i muscoli in generale e ciò renderà visibile la tua ansia e il tuo nervosismo. Comincia ad osservare il tipo di postura che tieni quando ti trovi a interagire con qualcuno.

Tieni la schiena dritta o stai un po’ curvo in avanti? In che posizione stai quando ti senti sotto pressione? Come stai quando ti senti triste o sconsolato? Il primo passo per migliorare il proprio linguaggio non verbale consiste nell’auto-osservazione.

3. Tenere la testa bassa.

La posizione della testa può trasmettere il grado di fiducia che hai in te stesso. Tenere la testa alta non solo ti farà percepire più fiducioso ma, per via della stretta connessione tra postura e stato emotivo, contribuirà anche a farti sentire in tal modo. Inoltre questa posizione ti aiuterà a essere preso più sul serio conferendoti maggiore autorità.

Per trasmettere invece sensazioni di amichevolezza e dolcezza un trucco poco conosciuto è quello di inclinare la testa giusto un pochino su un lato mentre stai ascoltando. Questa pozione ricorda infatti quella dei cuccioli. E si sa quali sensazioni questi trasmettono

4. Incrociare le braccia.

Le braccia possono essere viste come la porta d’ingresso del corpo e del sé. Anche se non tutte le volte che incroci le braccia lo fai per chiusura, ricorda che quando sono incrociate possono rappresentare uno scudo difensivo che tiene fuori il resto del mondo.

Una versione estrema che può indicare ulteriore ostilità è caratterizzata dalle braccia molto strette con le mani che si chiudono a pugno. Quando sei teso e ti accorgi che stai assumendo questa posizione sciogli le mani e dai una leggere scrollata alle braccia.

5. Dondolare le gambe.

Le gambe sono la parte del corpo più difficile da controllare consciamente della nostra comunicazione non verbale. Tendiamo a muovere le gambe molto più del normale quando siamo nervosi, stressati o agitati. Il messaggio che stai mandando quando agiti ritmicamente le gambe è chiaro, “sono in ansia e non riesco a stare fermo”. Quindi la cosa migliore che puoi fare e di tenerle più immobili possibile in molte situazioni, specialmente negli incontri lavorativi.

6. Gesticolare velocemente.

I gesti delle mani sono così numerosi che è difficile dare una breve guida. Invece di agitare continuamente le mani mentre stai parlando, prova ad usare i gesti delle mani per enfatizzare quello che stai dicendo, questo ti farà apparire più sicuro in quello che stai dicendo e sembrerai più spontaneo. Per agevolarti in questo puoi usare dei movimenti illustrativi.

7.Tenere le distanze o essere invadente.

La distanza dagli altri è cruciale se vuoi mandare i giusti segnali. Se stai molto vicino potrai essere etichettato come “aggressivo” o “invadente”. Se stai molto lontano potrai sembrare “distaccato” o “freddo”.  Nota anche se ti avvicini molto a qualcuno se questa persona si allontana, se è così probabilmente sei entrato troppo nella sua zona di comfort.

8. Ignorare il contatto fisico.

Noi comunichiamo anche attraverso il tatto. Pensa al messaggio che dai con i seguenti gesti: una stretta di mano ferma, un timido tocco sulla spalla per richiamare l’attenzione, un rassicurante colpetto sulla schiena…

9. Scarsa mimica facciale.

L’espressione delle emozioni è veloce e può succedere a volte di perdersi un messaggio. Alcune mimiche sono estremamente rapide, durano una frazione di secondo e prendono il nome di microespressioni. Quindi può essere utile per rimarcare un’emozione enfatizzare la mimica facciale appropriata.

Senza esagerare poiché anche le macroespressioni emotive (che durano intorno ai 3-4 secondi) se protratte per un tempo superiore ai 5 secondi saltano all’occhio perché tendono ad essere interpretate come espressioni non autentiche di un’emozione.

 

Il testo integrale dell’articolo è consultabile al seguente link https://www.ipermind.com/errori-comunicazione-non-verbale/

 

 

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